Casa della cultura per bambini

L’ Ama’r Children’s Culture House di Copenaghen è un centro culturale per l’infanzia che offre vari servizi e programmi di gioco per i bambini di tutte le età.

Il centro si distingue nettamente dal contesto edilizio in cui si trova per forma ed utilizzo di materiali. Infatti gli edifici in mattoni di diversa altezza, contrastano con l’edificio in alluminio argentato, perforato da finestre quadrate inserite sopra il tetto e lungo le pareti esterne. Infatti il tetto e le facciate sono state trattate nello stesso modo, cosicché la casa non abbia ne una “fine” ne un “inizio” come le case normali.

L’edificio è stato costruito seguendo le normative danesi sul risparmio energetico degli edifici: alto isolamento dell’involucro edilizio; doppi vetri con basso valore U (1,1); ventilazione con recupero di calore; illuminazione artificiale con rilevamento di movimento e di luce solare; lucernari riducono la necessità di illuminazione artificiale; e pavimento riscaldato per una distribuzione ottimale del calore.

L’interno è organizzato come un villaggio, che fornisce una serie di esperienze spaziali, affascinanti collegamenti visivi, e una serie di workshop, che consente ai bambini di sviluppare le proprie idee.

L’ Amager, pronunciato “Ama’r”, è l’isola più densamente popolata della Danimarca,  un’isola che fa parte della capitale Copenaghen. Un quartiere dove si è sviluppata la cultura hip hop per molti anni, e dove ha lungo ospitato studi di registrazione per la scena musicale underground di Copenaghen. Invece, la zona che va da l’Amagerbrogade, principale strada ad ovest di Amager Beach, è stato caratterizzata da abitazioni fatiscenti e spazi urbani trascurati e poco interessanti. Nel 2005, l’area è stata scelta per diventare uno dei numerosi progetti integrati Urban Renewal di Copenaghen, con l’ambizione di rafforzare le istituzioni culturali esistenti. L’obiettivo non era solo di migliorare le condizioni fisiche locali, ma dare al quartiere un carattere attraente e d’identità.

Si sono tenuti una serie di workshop con i bambini di età compresa 8- 14 e con adulti di diverse professioni: membri del personale del centro, bibliotecari, insegnanti, musicisti, artisti e attori visivi culturali; che potesse capire ed interpretare il mondo dei bambini. Alcuni dei temi sollevati erano “esperienze e avventure con lo spazio”, “il luogo ideale per giocare”, “casa dei sogni”

Successivamente Kerstin Bergendal, l’artista nominato per realizzare la fase preparatoria, ha eseguito una sintesi di questi laboratori, definendo nove principi, che sono serviti come base per il progetto socio-architettonico.

  1. La spiaggia: uno spazio flessibile, adattabile con diverse attività parallele l’una all’altra;
  2. Bolle: un breve bubble – uno spazio per condurre imprevedibili, eventi spontanei;
  3. L’occhio attento: pavimenti, pareti e mobili che incoraggiano attività ludiche;
  4. Cambiare pelle: Superficie 1: spazi multifunzionali e flessibili;
  5. Cambiare pelle: Superficie 2: arredi impreciso definiti per i processi creativi;
  6. Cambiare pelle: Surface 3: sorprese architettoniche;
  7. Lo spazio fantastico 1: spazi combinati in forme complesse;
  8. Lo spazio fantastico 2: imprevedibili, spazi ispiratori, aperto ad un numero di direzioni;
  9. Essere solo con qualcuno: spazi gioco per i piccoli gruppi; semi-chiuso.

In collaborazione con Kerstin Bergendal subentra l’architetto Dorte Mandrup che traduce i nove principi in elementi architettonici. Per esempio il principio “spiaggia” ha influenzato il flusso aperto degli spazi.

La Casa della Cultura dei bambini all’Amager, offre varie strutture di gioco e programmi per i bambini. Inaugurato nel 2013, nello stesso anno ha vinto due premi come l’Edifici Award dalla città di Copenaghen ed il miglior edificio dell’anno, assegnato dalla “Byggeri”.

Giusto un’idea da Divisare